Diritto dell’immigrazione
Visto per residenza elettiva: requisiti e reddito
Pensionati e titolari di rendite che vogliono vivere in Italia: il visto per residenza elettiva è la strada più comune. Ecco come funziona.
Molti cittadini statunitensi, canadesi o britannici scoprono che il loro passaporto consente di visitare l’Italia, ma non di viverci. Per chi vuole stabilirsi qui e può mantenersi senza lavorare, lo strumento più usato è il visto per residenza elettiva.
La regola dei 90 giorni
I cittadini di molti Paesi extra UE, tra cui gli Stati Uniti, possono soggiornare nell’area Schengen fino a 90 giorni ogni 180 come visitatori, sommando tutti i Paesi Schengen. Superare il limite espone a sanzioni, divieti di ingresso e problemi per le future domande di visto.
A chi si rivolge
Il visto è pensato per chi vuole fare dell’Italia la propria residenza e dispone di entrate stabili e regolari non derivanti da lavoro:
- pensioni e rendite;
- canoni di locazione di immobili;
- redditi da investimenti, come dividendi e interessi.
I risparmi aiutano, ma i consolati guardano soprattutto a un reddito ricorrente.
Quale reddito
La legge non fissa un importo unico. Nella prassi consolare si fa spesso riferimento a circa 31.000 euro l’anno per il richiedente singolo, con una maggiorazione di circa il 20% per il coniuge e un’ulteriore quota per ogni figlio a carico. Le valutazioni variano da consolato a consolato: conviene verificare sempre con quello competente e documentare le entrate con dichiarazioni fiscali, estratti pensione e conti.
Gli altri requisiti
- Alloggio in Italia: contratto di locazione registrato o atto di proprietà, di regola almeno annuale.
- Assicurazione sanitaria valida in Italia per il periodo iniziale.
- Assenza di precedenti ostativi e passaporto valido.
Il limite principale: niente lavoro
Il visto per residenza elettiva non consente di lavorare in Italia, né come dipendente né, secondo l’interpretazione consolare prevalente, da remoto per clienti. Chi vuole lavorare deve valutare altri titoli: lavoro subordinato, lavoro autonomo, permesso per nomadi digitali.
Dopo l’arrivo
Entro otto giorni dall’ingresso va chiesto il permesso di soggiorno. Seguono l’iscrizione anagrafica in Comune, il codice fiscale e l’iscrizione al servizio sanitario. La residenza in Italia ha anche conseguenze fiscali sui redditi mondiali, da pianificare con un commercialista prima del trasferimento. Nel lungo periodo si può valutare la cittadinanza italiana per residenza.
Assisto clienti stranieri in italiano e inglese. Maggiori informazioni su diritto dell’immigrazione, anche a Firenze, Roma e Lucca.