Diritto dell’immigrazione
Cittadinanza iure sanguinis: cosa cambia con la riforma
La cittadinanza per discendenza non è stata abolita, ma è profondamente cambiata. Ecco chi rientra ancora nelle nuove regole e quali strade restano.
Per decenni la cittadinanza italiana iure sanguinis si è trasmessa senza limiti di generazioni: bastava dimostrare la discendenza da un antenato italiano. Con il decreto-legge n. 36/2025, convertito dalla legge n. 74/2025, le regole sono cambiate in modo profondo. La cittadinanza per discendenza non è stata abolita, ma oggi spetta a molte meno persone.
La regola nuova: art. 3-bis
La riforma ha introdotto l’art. 3-bis della legge n. 91/1992. Chi è nato all’estero e possiede un’altra cittadinanza si considera, in linea generale, come se non avesse mai acquistato la cittadinanza italiana. Sono previste però alcune eccezioni importanti.
Chi resta cittadino
La cittadinanza per discendenza continua a essere riconosciuta, tra l’altro, quando:
- la domanda è stata presentata (o l’appuntamento prenotato, o la causa avviata) entro il 27 marzo 2025: per queste domande valgono le regole precedenti;
- un genitore o un nonno possiede, o possedeva al momento della morte, soltanto la cittadinanza italiana;
- un genitore cittadino ha risieduto in Italia per almeno due anni consecutivi dopo aver acquistato la cittadinanza e prima della nascita del figlio.
In sostanza, il riconoscimento automatico si ferma, di regola, ai figli e ai nipoti di cittadini con un legame effettivo con l’Italia.
Le strade che restano
Chi non rientra più nel riconoscimento automatico non ha necessariamente chiuso con l’Italia:
- la cittadinanza per residenza prevede tempi ridotti per chi discende da un cittadino italiano per nascita; si veda la guida su cittadinanza italiana per residenza;
- il matrimonio con un cittadino italiano resta una via autonoma;
- per i figli minori di chi è cittadino sono previste procedure dichiarative, con termini precisi da verificare.
Le domande in corso e il contenzioso
Le domande e le cause già avviate prima del 27 marzo 2025 seguono le regole precedenti. Alcuni tribunali hanno sollevato questioni di legittimità costituzionale sulla riforma: il quadro può quindi evolvere, ed è importante seguire gli sviluppi della giurisprudenza prima di rinunciare o di avviare una causa.
Cosa fare ora
Prima di spendere tempo e denaro in traduzioni e apostille, conviene ricostruire l’albero genealogico e verificare in quale ipotesi si rientra: cittadinanza esclusiva di genitori o nonni, residenza in Italia del genitore, date di nascita e di naturalizzazione degli antenati. Ogni dettaglio può cambiare l’esito.
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