Diritto dell’immigrazione
Permesso per assistenza minori (art. 31): come funziona
Una norma poco conosciuta consente a un genitore straniero di restare accanto al figlio minore in Italia, anche senza un permesso di soggiorno. Ecco quando.
Molti genitori stranieri non sanno che la legge italiana prevede uno strumento pensato proprio per loro: l’autorizzazione del Tribunale per i minorenni a restare in Italia accanto al figlio, prevista dall’art. 31, comma 3, del d.lgs. 286/1998 (Testo unico immigrazione). È una via possibile anche quando il genitore non ha, o non ha più, un permesso di soggiorno.
Cosa prevede la norma
Il Tribunale per i minorenni può autorizzare l’ingresso o la permanenza in Italia di un familiare del minore che si trova nel territorio italiano per gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del bambino, tenuto conto della sua età e delle sue condizioni di salute. L’autorizzazione è concessa per un periodo determinato e può essere rinnovata.
Al centro non c’è la posizione del genitore, ma l’interesse superiore del minore: la domanda è se l’allontanamento del genitore, o il suo mancato arrivo, causerebbe al bambino un danno concreto.
Cosa sono i «gravi motivi»
La Corte di cassazione, a Sezioni Unite (sentenza n. 21799/2010), ha chiarito che i gravi motivi non richiedono una situazione di emergenza o una malattia del minore. Possono consistere anche nel danno, attuale o prevedibile, che deriverebbe al bambino dalla perdita improvvisa di un genitore, considerata la sua età e il suo radicamento in Italia.
Nella pratica il tribunale valuta, tra l’altro:
- l’età del minore (i più piccoli soffrono di più la separazione);
- il percorso scolastico e l’integrazione sociale;
- le condizioni di salute e le eventuali cure in corso;
- la qualità del legame con il genitore e con gli altri familiari presenti in Italia.
Chi può chiederla e come
Il ricorso si presenta al Tribunale per i minorenni del luogo in cui il minore vive (per la Toscana, quello di Firenze). È un procedimento camerale: il tribunale può sentire i genitori, chiedere relazioni ai servizi sociali e acquisire documenti.
È utile preparare con cura:
- certificati di iscrizione scolastica e relazioni degli insegnanti;
- documentazione sanitaria del bambino;
- prove della convivenza e del ruolo del genitore nella vita quotidiana;
- ogni elemento sull’integrazione della famiglia in Italia.
Cosa succede dopo l’autorizzazione
Con il decreto del tribunale la Questura rilascia un permesso di soggiorno per assistenza minori, della durata indicata dal giudice. Il permesso consente di lavorare e, a determinate condizioni, può essere convertito in un permesso per lavoro prima della scadenza. L’autorizzazione può però essere revocata se vengono meno i motivi che l’hanno giustificata o se il comportamento del genitore è incompatibile con la permanenza in Italia.
Non è automatica
Ogni caso è valutato individualmente: l’esito dipende dalla storia della famiglia e dalla qualità della documentazione. Per questo conviene impostare il ricorso con attenzione fin dall’inizio. Chi ha ricevuto un diniego di altri permessi può leggere anche la guida su permesso di soggiorno rifiutato e ricorso.
Assisto famiglie in italiano, inglese e albanese. Maggiori informazioni sull’area diritto dell’immigrazione, anche a Firenze, Prato e Pistoia.