Diritto dell’immigrazione
Dal nulla osta al permesso: le tappe della pratica
Dietro ogni pratica c’è una persona che aspetta un messaggio: il nulla osta è arrivato, l’appuntamento è andato bene. Ecco le tappe, una per una.
Dietro ogni pratica c’è una persona, con le sue attese e i suoi progetti di vita. I messaggi che ricevo da chi assisto raccontano proprio le tappe di questo percorso: un nulla osta arrivato, un appuntamento andato bene, una procedura conclusa. Ognuna ha un valore, anche umano. Vediamole in ordine, per l’ingresso per lavoro subordinato.
1. La domanda di nulla osta
Tutto comincia in Italia: il datore di lavoro presenta online allo Sportello Unico per l’Immigrazione la domanda di nulla osta al lavoro, nei tempi e nei limiti previsti dal Decreto Flussi (o fuori quota, nei casi consentiti). Servono la proposta di contratto, l’indicazione dell’alloggio e la verifica della capacità economica dell’impresa.
2. Il rilascio del nulla osta
Lo Sportello acquisisce i pareri della Questura e dell’Ispettorato del lavoro e, se tutto è in regola, rilascia il nulla osta. È il primo messaggio che tutti aspettano. Il nulla osta ha una validità limitata, di regola sei mesi: entro quel termine va chiesto il visto.
3. Il visto all’estero
Il lavoratore presenta domanda di visto d’ingresso per lavoro all’Ambasciata o al Consolato italiano del proprio Paese, con passaporto, nulla osta e documenti richiesti. Anche qui servono pazienza e precisione: un documento mancante può far slittare l’appuntamento di settimane.
4. L’ingresso e il contratto di soggiorno
Entro otto giorni dall’ingresso in Italia, lavoratore e datore di lavoro si presentano allo Sportello Unico per firmare il contratto di soggiorno. È il momento in cui il percorso diventa concreto. Nella stessa occasione si avvia la richiesta del permesso di soggiorno.
5. Questura e permesso di soggiorno
Segue l’appuntamento in Questura per i rilievi fotodattiloscopici e, infine, il ritiro del permesso di soggiorno. Nel frattempo, la ricevuta della richiesta consente di lavorare regolarmente.
Gli inciampi più comuni
- un alloggio non documentato o non idoneo;
- un contratto incompleto o diverso da quello indicato nella domanda;
- il nulla osta scaduto prima della richiesta di visto;
- comunicazioni dell’ufficio lasciate senza risposta, che si trasformano in un preavviso di rigetto.
Se qualcosa va storto, i termini per reagire sono brevi: si veda la guida su permesso di soggiorno rifiutato e ricorso. Per le imprese, la sintesi su come assumere lavoratori stranieri.
Grazie
Grazie a chi mi affida la propria storia e sceglie di percorrere questi passi insieme a me. Ogni aggiornamento, anche il più piccolo, è un passo avanti.
Assisto lavoratori, famiglie e imprese in italiano, inglese e albanese. Maggiori informazioni su diritto dell’immigrazione, anche a Pistoia, Firenze e per chi vive a Tirana.