Diritto dell’immigrazione
Cittadinanza italiana per residenza: requisiti e tempi
Dieci anni per la maggior parte degli stranieri, quattro per i cittadini europei. Ma gli anni da soli non bastano: ecco tutti i requisiti.
La cittadinanza italiana per residenza è disciplinata dall’art. 9 della legge n. 91/1992. È il traguardo di un percorso lungo, e proprio per questo conviene arrivarci preparati: molte domande vengono respinte per requisiti che si potevano verificare prima.
Quanti anni di residenza servono
Gli anni richiesti di residenza legale in Italia variano:
- 10 anni per i cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione europea;
- 4 anni per i cittadini dell’Unione europea;
- 5 anni per i rifugiati e gli apolidi;
- termini ridotti per alcune categorie, come gli stranieri nati in Italia o i discendenti di cittadini italiani entro il secondo grado.
«Residenza legale» significa essere regolarmente soggiornanti e iscritti all’anagrafe del Comune. Interruzioni dell’iscrizione anagrafica possono far ripartire il conteggio.
Il reddito
Occorre dimostrare redditi sufficienti e continuativi, di norma negli ultimi tre anni. Come riferimento indicativo, la prassi amministrativa richiede per il solo richiedente un reddito di almeno circa 8.263 euro annui, cifra che aumenta con il coniuge e per ogni figlio a carico. Contano i redditi dichiarati.
La lingua italiana
Dal 2018 è richiesta la conoscenza della lingua italiana almeno a livello B1 del Quadro comune europeo, da dimostrare con un titolo di studio italiano o con una certificazione rilasciata da un ente riconosciuto.
Condotta
Condanne penali per alcuni reati sono ostative. Anche situazioni pendenti o segnalazioni possono pesare sulla valutazione, che per la cittadinanza per residenza è ampiamente discrezionale.
La domanda
- Si presenta online sul portale del Ministero dell’Interno.
- Si allegano atto di nascita e certificato penale del Paese di origine, tradotti e legalizzati (o apostillati), certificazione linguistica e ricevuta del contributo previsto (250 euro).
- L’istruttoria è curata dalla Prefettura della provincia di residenza.
I tempi
Per legge il procedimento deve concludersi entro 24 mesi, prorogabili fino a 36 mesi. Una volta accolta la domanda, il giuramento va prestato entro sei mesi dalla notifica del decreto.
Rigetto o silenzio
- Contro il rigetto si può ricorrere al TAR del Lazio, perché il provvedimento è adottato dal Ministero dell’Interno.
- Se il termine massimo è decorso senza risposta, si può agire contro il silenzio dell’amministrazione.
Una precisazione
Nel 2025 sono state modificate le regole sulla cittadinanza per discendenza (ius sanguinis) per chi è nato all’estero. Questa guida riguarda invece la cittadinanza per residenza, che segue le regole descritte sopra.
Per approfondire: diritto dell’immigrazione, anche a Firenze e Prato.