Imprese e rapporti internazionali

Assumere lavoratori stranieri in Italia: guida per le imprese

Per un’impresa, assumere un lavoratore straniero può essere semplice o molto complesso. Dipende da chi è, da dove viene e quale permesso ha.

La scrivania dello studio con fascicoli, lampada e il dipinto della giustizia

Sempre più imprese, in Toscana come nel resto d’Italia, cercano personale all’estero. La procedura cambia molto a seconda della cittadinanza del lavoratore e del titolo di soggiorno che possiede. Un errore, qui, non è solo un problema burocratico: può avere conseguenze penali.

Cittadini dell’Unione europea

I cittadini degli Stati membri dell’UE possono lavorare in Italia senza permesso di soggiorno. L’assunzione segue le regole ordinarie: contratto, comunicazione obbligatoria di assunzione, adempimenti previdenziali. Dopo tre mesi il lavoratore deve iscriversi all’anagrafe del Comune di residenza.

Lavoratori extra-UE già in Italia

Se il lavoratore è già regolarmente in Italia con un permesso che consente di lavorare, ad esempio per lavoro, per motivi familiari o un permesso UE per soggiornanti di lungo periodo, l’impresa può assumerlo direttamente, verificando il titolo.

Alcuni permessi, come quello per studio, consentono un lavoro limitato e possono essere convertiti in permesso per lavoro a determinate condizioni.

Lavoratori extra-UE dall’estero: il decreto flussi

Per assumere un lavoratore che si trova all’estero occorre, di regola, rientrare nelle quote stabilite periodicamente dal decreto flussi. La procedura, in sintesi:

  1. il datore di lavoro presenta online allo Sportello Unico per l’Immigrazione la domanda di nulla osta al lavoro, nelle finestre temporali previste;
  2. ottenuto il nulla osta, il lavoratore richiede il visto al consolato italiano;
  3. entro otto giorni dall’ingresso, datore e lavoratore firmano il contratto di soggiorno presso lo Sportello Unico;
  4. il lavoratore richiede il permesso di soggiorno per lavoro.

Negli ultimi anni sono stati introdotti anche controlli preventivi e, in alcuni casi, l’asseverazione dei requisiti da parte di professionisti come i consulenti del lavoro.

Fuori quota

Alcune categorie possono entrare al di fuori delle quote: ad esempio i lavoratori altamente qualificati con Carta blu UE, i ricercatori e altre figure previste dall’art. 27 del Testo unico immigrazione.

Il rischio del lavoro irregolare

Impiegare lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno, o con permesso scaduto e non rinnovato, è un reato per il datore di lavoro (art. 22, comma 12, del Testo unico immigrazione), con pene più gravi in caso di sfruttamento. Verificare i documenti prima dell’assunzione è quindi essenziale.

Il ruolo dell’avvocato

Accanto al consulente del lavoro, che cura gli adempimenti, l’avvocato interviene quando c’è da scegliere la strada giuridica corretta, gestire un diniego, impostare una conversione o tutelare l’impresa in caso di controlli.

Per approfondire: imprese e rapporti internazionali e diritto dell’immigrazione.

L’avvocato Ada Alia in toga nel suo studio di Pistoia, davanti ai diplomi incorniciati

Avv. Ada Alia

Avvocato del Foro di Pistoia dal 2020, si occupa di diritto penale, famiglia, immigrazione e risarcimento del danno. Riceve in italiano, inglese e albanese.

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