Diritto penale
Codice Rosso: maltrattamenti e stalking, come funziona
Il Codice Rosso ha accelerato i procedimenti per violenza domestica e di genere. Ecco cosa cambia, per chi denuncia e per chi è accusato.
La legge n. 69 del 2019, nota come Codice Rosso, ha cambiato profondamente il modo in cui vengono trattati i reati di violenza domestica e di genere. L’obiettivo è semplice: intervenire in fretta, prima che la situazione degeneri.
Seguo questi procedimenti sia dalla parte delle persone offese sia dalla parte degli indagati. In entrambi i casi, conoscere le regole aiuta a fare le scelte giuste.
Quali reati riguarda
Il Codice Rosso si applica, tra gli altri, a:
- maltrattamenti contro familiari e conviventi (art. 572 c.p.);
- atti persecutori, lo stalking (art. 612-bis c.p.);
- violenza sessuale e lesioni personali aggravate in ambito familiare;
- diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti (art. 612-ter c.p.), introdotta dalla stessa legge;
- violazione dei provvedimenti di allontanamento e del divieto di avvicinamento (art. 387-bis c.p.).
Tempi rapidi: le prime 72 ore
La novità più nota è la corsia preferenziale. Quando riceve la notizia di uno di questi reati, il pubblico ministero deve, di regola, sentire la persona offesa entro tre giorni (art. 362, comma 1-ter, c.p.p.). Le indagini hanno priorità anche per la polizia giudiziaria.
Le riforme successive, in particolare la legge n. 168 del 2023, hanno ulteriormente rafforzato le tutele e accelerato le valutazioni sulle misure cautelari.
Le misure di protezione
Per proteggere la vittima il giudice può disporre, tra le altre:
- l’allontanamento dalla casa familiare (art. 282-bis c.p.p.);
- il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (art. 282-ter c.p.p.);
- l’applicazione di strumenti elettronici di controllo, come il braccialetto elettronico.
Se siete vittima
- In caso di pericolo immediato chiamate il 112. Il 1522 è il numero nazionale antiviolenza e stalking, gratuito e attivo 24 ore su 24.
- Per lo stalking la querela va presentata entro dodici mesi dal fatto: il Codice Rosso ha raddoppiato il termine precedente. Per i maltrattamenti in famiglia si procede d’ufficio.
- Conservate messaggi, e-mail, registrazioni, certificati medici e ogni elemento che documenti quanto accade.
- Potete costituirvi parte civile nel processo per ottenere il risarcimento del danno.
Se siete indagati
Anche chi è accusato ha diritto a una difesa piena, e in questi procedimenti le accuse, a volte, si rivelano infondate o sono riqualificate.
- Rispettate rigorosamente eventuali misure cautelari: la violazione è a sua volta reato.
- Non cercate contatti con la persona offesa, neanche per «chiarire».
- Parlate con il difensore prima di rendere qualsiasi dichiarazione.
In caso di condanna, la sospensione condizionale della pena è subordinata, per questi reati, alla partecipazione a specifici percorsi di recupero presso enti o associazioni che si occupano di prevenzione, come i centri per autori di violenza.
Quando si intreccia con il diritto di famiglia
Spesso un procedimento penale per maltrattamenti corre in parallelo a una separazione o a una causa sull’affidamento dei figli. Le due vicende si influenzano: per questo è utile che siano seguite in modo coordinato.
Per approfondire: diritto penale e diritto di famiglia.