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Quanto costa un avvocato? Preventivo, compenso e spese

È una delle domande più frequenti, ed è giusto farla subito. Ecco come funziona il compenso dell’avvocato e cosa avete diritto di sapere prima di iniziare.

Ada Alia alla scrivania con il computer portatile

Insieme ai tempi, il costo è la domanda che mi viene posta più spesso. È giusto porla subito: la chiarezza sui costi fa parte del rapporto di fiducia con il proprio avvocato.

Il compenso si concorda

Dal 2012 la legge professionale forense (legge n. 247/2012, art. 13) prevede che il compenso sia pattuito, di regola per iscritto, al momento del conferimento dell’incarico. Può essere determinato in diversi modi:

  • a forfait, per l’intera pratica o per singole fasi;
  • a tempo, sulla base delle ore effettivamente dedicate;
  • in percentuale sul valore dell’affare o su quanto si prevede di ottenere.

La legge vieta invece il cosiddetto patto di quota lite, cioè l’accordo con cui l’avvocato riceve come compenso, in tutto o in parte, una quota del bene oggetto della causa.

Il preventivo scritto è un vostro diritto

L’avvocato deve rendere noto al cliente il grado di complessità dell’incarico e deve comunicare in forma scritta la prevedibile misura del costo della prestazione, distinguendo tra oneri, spese e compenso professionale.

Un buon preventivo indica almeno:

  • l’attività prevista, suddivisa per fasi;
  • il compenso per ciascuna fase o il criterio di calcolo;
  • le spese vive prevedibili;
  • IVA e contributi previdenziali.

Quando non c’è un accordo: i parametri

Se il compenso non è stato concordato, si applicano i parametri ministeriali (D.M. n. 55/2014, aggiornato nel 2022). Distinguono il valore della causa e le diverse fasi: studio, introduzione, istruttoria, decisione. Sono anche il riferimento usato dal giudice quando liquida le spese a carico della parte che perde.

Cosa si aggiunge al compenso

Al compenso professionale si sommano, di regola:

  • il rimborso forfettario delle spese generali, nella misura prevista dai parametri;
  • il contributo alla Cassa Forense (4%);
  • l’IVA, se dovuta;
  • le spese vive: contributo unificato, marche, notifiche, copie, eventuali consulenze tecniche.

Il patrocinio a spese dello Stato

Chi ha un reddito inferiore alla soglia prevista dalla legge (D.P.R. n. 115/2002), aggiornata periodicamente, può chiedere il patrocinio a spese dello Stato: in quel caso il compenso dell’avvocato è pagato dallo Stato.

Alcuni punti da sapere:

  • vale nel penale, nel civile (quando le ragioni non appaiono manifestamente infondate) e davanti al giudice amministrativo;
  • nel penale la soglia aumenta per ogni familiare convivente;
  • per alcune persone offese, ad esempio nei reati di violenza domestica e di genere, l’ammissione è prevista anche indipendentemente dal reddito;
  • l’avvocato deve essere iscritto negli appositi elenchi.

Come lavoro

Al primo colloquio illustro gli scenari possibili e i costi prevedibili; su richiesta fornisco sempre un preventivo scritto. Se esiste una strada più rapida e meno onerosa, come un accordo o una negoziazione, la valuto con voi prima di tutto.

Per un primo colloquio potete contattare lo studio.

L’avvocato Ada Alia in toga nel suo studio di Pistoia, davanti ai diplomi incorniciati

Avv. Ada Alia

Avvocato del Foro di Pistoia dal 2020, si occupa di diritto penale, famiglia, immigrazione e risarcimento del danno. Riceve in italiano, inglese e albanese.

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